In più di tremila al corteo contro i progetti calati dall’alto e per lo sviluppo sostenibile – FOTO

Al centro delle rivendicazioni c’è un modello di sviluppo sostenibile e partecipato, investimenti per istruzione, sanità, trasporti pubblici accessibili e di qualità, manutenzione del territorio e del verde, politiche di contrasto al cambiamento climatico e stop alla cementificazione: cartelli, slogan e nessuna bandiera politica. In testa lo striscione: «In Liguria si manifesta uniti»

La manifestazione è stata organizzata dalla Rete Genovese e dal Coordinamento dei Comitati del Ponente (GE), Fermiamo il Mostro e Quelli della Catena (SV), Comitato Posidonia e Rete Ambiente Altro Turismo (SP) e Attac (IM). Se ne parla da diverso tempo e l’annuncio era stato dato ben prima che (martedì scorso) scattassero gli arresti ai domiciliari di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, del suo capo di gabinetto Matteo Cozzani, dell’imprenditore della logistica Aldo Spinelli e (unico con la custodia in carcere) dell’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale Paolo Emilio Signorini. Nel variegato schieramento che ha dato vita o ha partecipato alla manifestazione sono in molti a guardare con interesse all’inchiesta delle Procure di Genova e La Spezia, ma l’iniziativa non è stata organizzata in conseguenza degli arresti.

«Sono tante le opere insensate che stanno interessando la nostra regione, progetti e infrastrutture che vengono progettate per rispondere a interessi privatistici e non per il bene delle collettività e dei cittadini – avevano detto gli organizzatori annunciando l’iniziativa -. Sono innumerevoli le opere che avranno ripercussioni negative su ambiente, salute, sicurezza sul lavoro, qualità della vita, sulle condizioni socio-economiche di territori anche densamente popolati e nessuna ricaduta positiva – nemmeno in termini occupazionali – per gli abitanti. Al di là di queste opere, quello che contestano gli organizzatori è l’idea di territorio promossa dalla Regione e da alcuni sindaci che continuano a destinare miliardi di euro a opere inutili mentre la sanità e l’istruzione pubblica vengono smantellate».
Così oggi in piazza c’erano Legambiente, Italia Nostra, i comitati contro lo skymetro e contro la funivia, il Comitato di Lungomare Canepa (che vorrebbe vedere mantenuta la protesta della copertura della strada di scorrimento che passa sotto le case dei cittadini), i comitati contro il rigassificatore a Savona e il biodigestore alla Spezia e quelli contro l’insediamento a ponte Somalia dei depositi chimici. Non sono mancati anche i comitati contro l’inquinamento causato dalle navi nel porto e una rappresentanza del gruppo Facebook “Genova contro il degrado”. Hanno partecipato anche i portuali del Calp e i comitati studenteschi.
Era stato chiesto ai partiti, tutti, la partecipazione e l’adesione alle istanze, ma senza insegne e bandiere al corteo. Il leader del M5S Giuseppe Conte, che ieri aveva dato appuntamento a Genova per l’iniziativa attraverso i suoi canali social, è stato accusato dagli organizzatori di voler usare la manifestazione per la campagna elettorale e ed è stato contestato in manifestazione dal Calp.
La manifestazione è partita da via Fanti d’Italia ed è arrivata in piazza de Ferrari. Molti gli striscioni e gli slogan, ma il primo, in testa al corteo, diceva “In Liguria di manifesta uniti”.


































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